LA CINA HA UNA MONTAGNA DI SOLDI: I NOSTRI

Pubblicato da Marzio Ammendola il

E’ noto che la Cina gode di un surplus commerciale enorme che le garantisce una massa di risorse finanziarie di dimensioni colossali. Si tratta di uno spostamento costante di ricchezze verso Pechino, originato da errori di valutazione occidentali combinato ad una straordinaria visione strategica di lungo termine dei cinesi.

Dopo i tragici fallimenti dei piani economici di Mao Tse-tung, fu Deng Xiaoping ad indicare i primi passi della rinascita economica cinese.

Con la globalizzazione dell’economia mondiale avviata vent’anni fa, le illusioni furono tante, anche a causa di chi, in malafede, descrisse uno scenario del tutto falso. Nel 2001, con l’ingresso della Cina nel WTO (World Trade Organization), si misero in competizioni modelli economici e politici incompatibili. E da allora la Cina gode anche dello status di “paese in via di sviluppo“, potendo quindi sfruttare vantaggi competitivi eccezionali, ingiustificati ed incontrastabili:

  • DIRITTI DEI LAVORATORI “CON CARATTERISTICHE CINESI”
  • TUTELE AMBIENTALI “CON CARATTERISTICHE CINESI”
  • DAZI/PROTEZIONISMO CINESE A TUTELA DELLE PROPRIE IMPRESE
  • OBBLIGO DI CEDERE LA PROPRIETA’ INTELLETTUALE ALLE AZIENDE CINESI

Tutte condizioni sfruttate da Pechino per conquistare i mercati mondiali e che per la Cina NON SONO NEGOZIABILI, perché diritti acquisiti.

Il risultato è che il nostro export verso la Cina raggiunge volumi ridicoli, nettamente inferiore all’export che l’Italia realizza verso la Svizzera che ha soltanto 9 milioni di abitanti. E non ci si illuda che la Nuova Via della Seta possa rappresentare un fattore di miglioramento per la nostra economia. Si tratta di un’altra pericolosa illusione. Si tratta di un progetto cinese, concepito esclusivamente per conseguire gli obiettivi economici e geopolitici di Pechino. Il tempo lo dimostrerà.

Sarebbe anche nostro interesse, non solo americano che le regole venissero riscritte quanto prima, su una base di lealtà, reciprocità e rispetto. Ma purtroppo la nostra leadership è formata da una classe politica assolutamente incapace a negoziare con una controparte come quella cinese, molto intelligente e preparata.

La responsabilità della nostra situazione economica critica è solo ed unicamente politica.