Via della Seta: Geraci contro Geraci. Oltre la Tav inizia un nuovo tormentone per gli italiani?

Pubblicato da Marzio Ammendola il

Poveri italiani! Non bastavano la crisi, la recessione, le tasse e la disoccupazione. Da dieci mesi, non passa giorno che non si debba essere costretti ad assistere ad una surreale commedia intitolata “No Tav, Si Tav, forse Tav“. Ancora piu’ straordinario osservare che il tutto avviene all’interno dello stesso governo.

Ma proprio come per la Tav, è appena iniziato il nuovo tormentone sulla firma del memorandum Italia – Cina per la Via della Seta. In questo caso la contrapposizione non avviene solo all’interno del governo ma si manifesta addirittura tra il sottosegretario allo Sviluppo economico Geraci e se stesso.

Ammettiamo i nostri limiti ma non riusciamo a capirci piu’ nulla.


Fonte: www.affaritaliani.it

Via della Seta, Geraci smentisce Geraci: “Niente firma con cose non chiare”

Belt and Road, il sottosegretario leghista del Mise Michele Geraci e promotore dell’accordo Italia-Cina: “Niente firma se le cose non sono chiare”

Via della Seta, Geraci: “Firmeremo se tutto sarà al 100% chiaro”

“Firmeremo se tutto sarà al 100 per cento chiaro”. Lo dice il sottosegretario allo Sviluppo economico, Michele Geraci, intervistato da Repubblica sull’accordo commerciale tra Italia e Cina. “Vogliamo far sì – spiega Geraci, assciurando che il 5G nell’accordo non c’è mai stato – che quest’intesa non contenga nulla che possa danneggiare gli interessi del Paese o che metta a rischio la sicurezza nazionale”.

Geraci: “Gli Usa hanno frainteso il contenuto del memorandum”

Quanto ai porti, “nel MOU non c’è nessun riferimento a specifici asset, società o altro, i cinesi non possono comprare nei nostri porti. Ci possono essere invece degli investimenti cinesi per l’ampliamento della capacità di alcuni porti, investimenti greenfield dei quali altri Paesi europei hanno ampiamente goduto: il Regno Unito ha ricevuto 15 miliardi, la Germania 6, la Francia 5, noi meno di un miliardo, fanalino di coda”. Ma allora perché gli americani sono preoccupati? “Forse se ne e’ frainteso il contenuto. L’Italia e’ vigile sui propri interessi nazionali”.

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Resta comunque significativo che la frase “niente firma se le cose non sono chiare” arrivi da Michele Geraci. E’ proprio lui infatti il grande promotore dell’accordo con Pechino. Geraci, che ha insegnato a lungo in Cina e parla un perfetto mandarino, è rientrato in Italia proprio per favorire l’avvicinamento tra Roma e Pechino. Da molti viene individuato come il vero acceleratore dell’accordo sul memorandum.

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