L’Italia sulla via (senza ritorno) verso Pechino. Il 22 marzo arriverà a Roma Xi, il nuovo padrone

Pubblicato da Marzio Ammendola il

Il sottosegretario allo Sviluppo Economico Michele Geraci sta lavorando alacremente per portare l’Italia ad una rapida adesione alla Belt and Road, il faraonico progetto cinese noto anche con il nome di Nuova Via della Seta.

Il memorandum d’intesa potrebbe essere firmato già in occasione della visita a Roma di Xi Jinping il prossimo 22 marzo.

I rischi a cui si espone l’Italia sono i seguenti:

– inimicarsi gli Stati Uniti, il fondamentale partner economico. Gli Usa acquistano ogni anno prodotti made in Italy per oltre 41 miliardi, assicurandoci un surplus commerciale enorme

isolarci ulteriormente dal resto d’Europa. La Ue sta prendendo le distanze dal progetto cinese perché consapevole dei rischi che rappresenta per l`economia europea

– secondo i piani di Pechino, parte del progetto deve essere finanziato dai paesi coinvolti. E proprio qui si nasconde la trappola cinese. Già altri paesi con scarse risorse finanziarie (come l’Italia), si sono fatti finanziare la parte di loro competenza da soggetti finanziari controllati dal governo cinese. In questo modo, come debitori, è destino inevitabile perdere importanti pezzi della propria sovranità a vantaggio di Pechino. Questo è esattamente quello che accadrà all’Italia. Questo è quello che maggiormente interessa ai cinesi

– ci raccontano che gli scambi commerciali tra Italia e Cina ogni anno superano i 43 miliardi di dollari. Peccato non spiegare che per la maggior parte si tratta di importazioni di prodotti cinesi e non di export di “made in Italy”.

il progetto cinese ha obiettivi di espansione economica e anche politica. Perché dovremmo affiliarci ad un paese governato da un sistema totalitario ed abbandonare le democrazie europee ed i nostri tradizionali partner occidentali?

Forse non meritiamo tutto questo. Essere membri del G7, ma allo stesso tempo essere considerati delle nullità nell’Unione Europea, è responsabilità della classe politica che da alcuni decenni ha rappresentato il Paese in modo indegno.

A questo punto l’Italia si candida ad entrare, all’interno del perimetro di influenza dell’impero cinese. Ci saranno delle conseguenze, quindi prepariamoci a molti cambiamenti. Non sarà piacevole ed anche in questo caso sarà esclusivamentw responsabilità della nostra classe politica.

Per approfondire:

Cina e nuova via della Seta, per l’Italia chance o trappola?