L’ipocrisia italiana quando si parla di Cina

Pubblicato da Marzio Ammendola il

Il 3 novembre, sul Corriere della Sera, Ernesto Galli della Loggia scriveva: Cina, i diritti negati e il peso dei soldi.

Nell’articolo ci si domanda perchè l’opinione pubblica italiana non abbia espresso una sola parola di condanna alla notizia delle crescenti repressioni che il governo cinese sta applicando nei confronti degli Uiguri. Si tratta di una minoranza mussulmana sunnita, abitante nella regione dello Xinjing, che ha la colpa di voler mantenere la propria identità e quindi di resistere al processo di assimilazione alla cultura cinese imposto da Xi Jinping.

XINJING

Le nuove misure di Pechino prevedono il divieto delle pratiche religiose, l’uso della lingua, vigilanza con videocamere dotate di software per il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici, controlli di internet. Inoltre sono stati creati i centri chiusi di rieducazione politica“, praticamente dei campi di concentramento dove sarebbero rinchiuse circa 1 milione di persone.

Ma per la Cina tutto questo è normale. La Cina fondamentalmente non è mai cambiata. E’ sempre stata governata da un regime totalitario dove stato di diritto, e diritti umani esistono ma solo con “caratteristiche cinesi”, come spesso ripetono ipocritamente politici ed intellettuali di casa nostra, attratti solo dalle opportunità di business.

Come spiega Ernesto Galli della Loggia: la Cina ha un regime totalmente illiberale, nazionalista ed espansionista come pochi, intollerante ad ogni autonomia, avverso a qualsiasi libertà politica, religiosa, sindacale, persecutore feroce degli oppositori politici e repressivo in ogni suo aspetto (la Cina detiene il record mondiale delle condanne a morte).

Perchè tutto questo rimane sotto silenzio? Perchè non si sa neppure che esistono ancora i Laogai?

Galli della Loggia prosegue spiegando che la Cina riesce ad affermarsi ricompensando lautamente gli ospiti e gli amici. Ed è cosi’ che da anni industriali, “creativi”, professionisti politici, stilisti, intellettuali, personalità d’ogni genere provenienti dai Paesi occidentali, si recano speranzosi nel Celeste Impero, ne sono ospiti entusiasti, stabiliscono relazioni, vi fanno affari, lo vezzeggiano in ogni modo, vi tengono conferenze remuneratissime”.

Quindi a chi possono interessare gli Uiguri, i diritti umani dei cinesi, i gulag che da loro si chiamano Laogai e di tutto quello che di terribile avviene on Cina?

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https://www.corriere.it/opinioni/18_novembre_03/cina-diritti-negati-peso-soldi-4ea03ddc-dfa0-11e8-8b9f-4c483395dbc7.shtml