Olio alimentare cinese, detto:“olio di fogna” [VIDEO TV CINESE]

Pubblicato da Marzio Ammendola il

In questo servizio della CCTV News Channel, si tratta un problema che rappresenta una vera e propria emergenza nazionale per la Cina: le sofisticazioni alimentari. La pratica è molto diffusa, tanto che la reporter, all’inizio del servizio, spiega che anche lo stesso Xi Jinping ha piú volte parlato di questo problema, per sottolineare la gravità e la pericolosità per la salute pubblica.

L’atto criminoso descritto, si è svolto nella provincia di Jiangsu, in una fabbrica che produce olio per alimenti. A quanto pare, per produrre olio utilizzano gli scarti dalla lavorazione di carni animali. Pelli di pollo, di anatra, di maiale e interiora di animali come suini e asini sono i piú utilizzati. Il processo produttivo inizia con la bollitura ad alta temperature, poi si passa alla fase di decolorazione e deodorizzazione, utilizzando prodotti chimiche e semi lavorati industriali. Infine si aggiungono additivi come spezie, per dare al prodotto finale il sapore simile a quello gradito al consumatore. In Cina viene chiamato popolarmente “olio di fogna (o olio di gronda), perché la lavorazione parte dagli scarti recuperati dalle fogne dei macelli.

Questa sostanza, è utilizzata come ingrediente per la produzione a livello industriale di molti alimenti come le salse (anche di soia), il pane, i dolci e biscotti dolci e salati.

In Cina, è sempre piú diffusa la consapevolezza e la paura dei grandi rischi che si corrono ogni volta che si assume un alimento. E’ una sorta di psicosi, perché non si ha piú fiducia della qualità di quello che si mangia.

Le famiglie delle classi sociali economicamente piú ricche, acquistano molti prodotti d’importazione, specialmente se in famiglia ci sono bambini. Tuttavia queste possibilità sono limitate a pochi, perché i prezzi risultano molto alti a causa dei dazi che Pechino impone sulle importazioni ed di alcune pratiche o astuzie (di cui i cinesi sono maestri), utilizzate per ostacolare l’import.

“Il governo cinese per ostacolare le importazioni utilizza anche delle restrizioni alle importazioni ed il settore che riscontra maggiori difficoltà è proprio quello agroalimentare; restrizioni sanitarie, soprattutto per carni e latticini, divieti assoluti, procedure amministrative onerose ed incerte, certificazioni complesse, sistema di autorizzazioni frammentario e stratificato, sono tutti elementi che limitano le importazioni e la distribuzione di prodotti agroalimentari esteri” (infomercatiesteri.it Farnesina).

Questo il motivo che induce molti cinesi, quando tornano a casa per le vacanze, a portare con sé valigie piene di cibo, da dispensare poi ai famigliari condannati quotidianamente al non certo rassicurantefood made in China”.

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