LA CINA SPIEGATA “MEGLIO”… AL SOTTOSEGRETARIO GERACI [VIDEO]

Pubblicato da Marzio Ammendola il

Oltre al ministro dell’Economia Giovanni Tria, anche il sottosegretario allo Sviluppo economico Michele Geraci è volato a Pechino per una serie di incontri con l’obiettivo di sviluppare le relazioni tra i due paesi e attrarre investimenti cinesi verso l’Italia.

Secondo Avvenire (Pietro Saccó 22.8.2018), Michele Geraci è un vero fan di Xi Jinping e vede nella cooperazione con Pechino la soluzione di tutti i principali problemi del Paese. A sentire quello che pensa sembra, pero’, un ambasciatore del governo cinese.

Ma per conoscere meglio il pensiero di Geraci, l’ammirazione che prova per la Cina e per il suo sistema di governo, risulta molto interessante la video-intervista di Claudio Messora del 9 aprile scorso (Byoblu.com) che proponiamo.

Potrà sembrare di assistere ad uno spot pubblicitario sulla Cina, con la descrizione di un favoloso mondo, pieno di felicità e non di un sistema dittatoriale dove diritti umani e stato di diritto sono assenti, dove per la competitività dell’industria, le tutele ambientali vengono ignorate, rendendo la Cina il primo inquinatore del pianeta. Dove i gruppi religiosi sono contrastati come se fossero bande criminali. Dove le minoranze etniche sono sottoposte ad ogni tipo di abuso. Basti ricordare gli Uiguri, o quello che accade in Tibet ad esempiohttp://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2017/03/18/news/cina_nuove_tensioni_in_tibet_dalai_lama_alcuni_funzionari_cinesi_non_usano_il_cervello_-160865006/

Ecco dunque, alcune affermazioni molto “particolari” emerse dall’intervista a Geraci:

“il sistema cinese non è cosi rigido, antidemocratico ed oppressivo come lo si dipinge. La Cina è una democrazia ex post. Il Partito Comunista sceglie chi sarà al governo, interpretando il desiderio della popolazione ed adotta politiche economiche e sociali in modo che la popolazione sia contenta e non faccia una “rivoluzione”. Al cittadino medio cinese interessa svegliarsi alla mattina, andare a lavorare, avere dei soldi, mandare i figli a scuola e mangiare. Non si cura molto del sistema politico perché il Governo interpreta, attraverso un sistema di controllo, verifiche e monitoraggi, quello che la popolazione vuole.

Se si votasse ora, Xi Jinping otterrebbe il 99% dei voti, perché il popolo è molto contento”.

Poi Geraci si contraddice affermando che: “il cinese medio deve stare attento a non criticare l’operato del Governo. Tutte le agenzie di stampa, i media, la TV, le radio sono controllate dallo stato. Internet è un po’ bloccata, non c’è Facebook, no YouTube, niente Twitter, no Google etc…”

Geraci comunque minimizza, rassicurando che la limitazione alla libertà ed all`informazione non sono un problema perché “i cinesi sono abituati all’impossibilità di esprimere il proprio parere, perché non hanno mai vissuto in un sistema dove si poteva dire quello che si voleva”

Poi ammette che “c’è una minoranza, ma sparutissima, di persone che non sono contente, che vorrebbero riforme, ma fondamentalmente, qui mi metto il cappello da sociologo, non da economista, riforme per far cosa? Se io qui fossi il primo ministro o il ministro dell’Economia farei le cose che fanno. Anche la limitazione dell’accesso alle informazioni ha una doppia faccia: da un lato è bello sapere tutto quello che succede nel mondo, peró qui la stabilità della nazione conta piú della felicità dell’individuo…”.

Queste affermazioni sono molto preoccupanti anche per la funzione ed il ruolo che sta ricoprendo Geraci.

A questo punto Michele Geraci deve prendere piena consapevolezza che in Cina esiste un sentimento forte e diffuso che si chiama paura ed il dissenso si “gestisce” con la detenzione nei campi di rieducazione (Laogai). Straordinariamente efficace è il monologo di Roberto Saviano per spiegare che dopo i lager nazisti e i gulag sovietici, continuano tuttora le atrocità in questi campi di concentramento dell’era moderna.

Anche le pubblicazioni di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani potrebbero essere un contributo per avere un visione piú reale della Cina.

Invece di favorire Pechino nel suo progetto strategico della Nuova Via della Seta, si potrebbe chiedere al sottosegretario di approfittare del viaggio, per chiedere notizie sulle sorti di Dong Yaoqiong, la ragazzina che ha gettato inchiostro su un poster di Xi lo scorso 4 luglio. Arrestata il giorno seguente, secondo Panorama (Cina: esperimenti di repressione totale – Claudia Astarita 6.8.18) si troverebbe in un ospedale psichiatrico. Difficile immaginare che tipo di “trattamento” stia subendo. http://www.againstchina.com/2018/08/17/xi-jinping-cosa-le-stai-facendo-che-fine-ha-fatto-video/

Questa pero’ è “la Cina spiegata meglio” .