TAIWAN: l’ossessione di Xi Jinping [VIDEO MILITARE]

Pubblicato da Marzio Ammendola il

Tutto ebbe inizio nel 1949, quando a seguito della Guerra civile cinese, i comunisti di Mao Zedong presero il potere della Cina continentale e sull’isola di Taiwan si rifugiarono gli sconfitti, i nazionalisti di Chiang Kai-shek. Da allora esistono due Paesi che hanno fatto percorsi completamente differenti. Da una parte la Repubblica Popolare Cinese che ha subito le drammatiche conseguenze della dittatura di Mao, con politiche dagli effetti tragici come il Grande Balzo in Avanti e la rivolutione culturale. Esperienze che si sono tradotte in atrocità sulla popolazione e decine di milioni di morti. Dall’altra la Repubblica di Cina (Taiwan), che ha avuto uno sviluppo economico di grande successo e la graduale introduzione, a partire dagli anni 90, di un sistema di governo democratico molto efficiente.

VIDEO CCTV 12.4.2018 – Esercitazione navale nello stretto di Taiwan

La tensione tra questi due paesi non si è mai attenuata. La Cina non riconosce l’esistenza di un’altra Cina e vuole con fermezza ed ostinazione che Taiwan passi sotto il dominio di Pechino, a prescindere dalla volontà dei 26 milioni di abitanti dell’isola. Ma come la storia insegna, il Partito comunista cinese non  ha mai dato particolare importanza alla volontà del popolo.

Le ultime cronache segnalano che la tensione tra Cina e Taiwan sono in forte crescita. Le azioni ostili di Pechino verso Taipei sono sempre piú frequenti, le esercitazioni militari cinesi in prossimità dell’isola esprimono un’aggressività preoccupante. Lo scorso aprile, alla presenza di Xi, si è svolta la piú grande esercitazione navale della storia della marina cinese, proprio a poche miglia dalle acque territoriali taiwanesi ed allo stesso tempo i bombardieri cinesi hanno sorvolato i confini dell’isola (Ben Brimelow, Business Insider Italia 30.4.2018). Lo scopo è sicuramente intimidatorio, per mandare segnali chiari al governo di Taipei ed alla comunità internazionale, per dimostrare che Pechino è pronta ad annettersi l’isola.

La portaerei cinese Liaoning

Questa escalation di tensione ha degli obiettivi precisi e Xi è stato molto chiaro nel suo discorso in occasione dell’ultimo congresso del Partito dello scorso ottobre in cui dichiaro`: “la determinazione, la sicurezza e la capacità di sconfiggere qualsiasi sforzo separatista per l’indipendenza di Taiwan, in qualunque forma”. Ovvero il sogno della sottomissione di Taiwan può essere pagato a qualunque prezzo, anche quello di mettere in pericolo la pace. Tuttavia il sogno di Xi non coincide con la volontà dei taiwanesi che vogliono preservare la propria libera democrazia nella quale sono esercitati tutti quei diritti civili, politici, religiosi e sociali, negati e repressi dal regime comunista cinese (https://www.geopolitica.info/intimidazioni-cinesi-taiwan/)

Pechino da sempre esige il rispetto della politica della “One China” (“una sola Cina”). Allora se proprio cosí deve essere, è bene che quella delle due che non dovrà mai sparire sia quella democratica, fondata sullo stato di diritto e sul rispetto dei diritti umani.

Alla fine a trarne i maggiore vantaggio sarebbero proprio gli 1,3 miliardi di abitanti della Repubblica Popolare cinese che potrebbero finalmente vivere con la dignità di cittadini. Niente piú propaganda, niente piú paura per le conseguenze per aver espresso un’opinione diversa da quella dettata dal regime.

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